Lo Chef

Lo Chef

… qualcosa su di me…

a cura di Federica Giannone

Stefano Intraligi romano e romanista doc nasce in un

ridente quartiere della capitale 35 anni fa e fin da subito

mette in subbuglio la vita tranquilla di mamma Isabella e

papà Gabriele. Ma è la nonna la prima a beneficiare dell’aiuto

del piccolo Stefano in cucina, perché il nostro chef inizia

fin da piccolissimo ad impastare, sminuzzare e pasticciare

immerso, con nonna Iside e zia Nanna, nella preparazione

di pranzi e cene per tutta la famiglia. Inizialmente i suoi

erano compiti da aiuto cuoco, a lui toccavano quelle incombenze

che le cuoche di casa non amavano particolarmente e

come un bravo garzone di bottega, pur di restare fra i fornelli,

si prestava alla pelatura delle patate, alla pulizia delle verdure,

al lavaggio delle pentole… ma, nel frattempo, in quel

ragazzino iniziava a farsi strada un piccolo cuoco, che rubava

a destra e a manca ricette e consigli preziosi dagli esperti di famiglia.

Ma se la nonna è stata la sua prima maestra di cucina pratica,

colei che le ha trasmesso le migliori ricette della cucina

tradizionale italiana e romana, il nonno si può dire sia stato

il suo primo insegnante di teoria. Perché chef Stefano è quello che

potrebbe essere definito un “nipote d’arte” in

quanto suo nonno antonio è stato nientepopodimenoché

uno degli chef della Casa reale, quando i Savoia risiedevano

ancora in Italia, oltre che capo chef del prestigioso ristorante Aragno in Piazza Venezia.

Probabilmente è proprio per

questo che Stefano ama riproporre nei suoi corsi un’antica

ricetta proprio dei savoiardi fatti a mano che regalano al suo

tiramisù un gusto inconfondibile. In tutti i modi le ricette di

Nonno antonio sono stati i primi libri di teoria da cui

Stefano ha estrapolato molte delle ricette, rimodernandole e

personalizzandole per i suoi corsi di cucina.

In seguito alla sua formazione hanno contribuito manuali blasonati

e testi di celebri colleghi, anche internazionali

come El Bulli 1998-2002 dell’eclettico chef spagnolo Ferran

adrià che per la personalità, il carisma ed il percorso professionale

ricorda un po’ il nostro Stefano, ingegnere per caso

e chef per passione.

Perché il nostro cuoco nella vita non ha militato sempre

fra i fornelli in mezzo ai deliziosi piatti preparati con nonna

Iside e mamma Isabella; Stefano ha sempre avuto tanti altri

interessi, che l’hanno portato su strade differenti fra loro ed

hanno arricchito la sua vita di esperienze importanti, portandolo a prendere

negli ultimi anni decisioni fondamentali per la sua vita professionale e per quella privata.

Ma quali sono questi percorsi diversi? Primo fra tutti

quello che l’ha portato a conseguire una laurea in Ingegneria

Elettronica alla Sapienza. Certamente non un corso di studi

fra i più semplici, ma Stefano non si può dire che manchi in

caparbietà. Però mentre la sua testa era impegnata fra formule e campi elettromagnetici,

il suo cuore volava oltre l’ostacolo, continuando a studiare e documentarsi in campo culinario.

Fra un esame e l’altro, organizzava banchetti per

parenti ed amici, finché qualcuno di loro non iniziò a chiedergli di cucinare per lui durante una cena

importante o per un evento particolare.

Fu così che iniziò a lavorare come chef a domicilio e ben

presto si ritrovò ad un bivio: fare il cuoco o l’ingegnere?

allora lui scelse di fare il tassista.

andare a lavorare ogni giorno in ufficio con giacca e cravatta non faceva per lui,

però il lavoro da cuoco in quel momento dava da mangiare agli altri ma non a lui, perciò

decise di sostituire il padre tassista in alcuni turni.

E, per non farsi mancare nulla, continuò ad organizzare eventi in

discoteche e locali romani come faceva fin dai tempi dell’università.

Ma nel suo futuro Stefano continuava ad immaginarsi

con un cappello da chef in testa e gli altri lavori erano solo

dei mezzi che gli consentivano di racimolare quel gruzzoletto

che nel 2014 gli permette di aprire, finalmente, la sua

prima Scuola di Cucina amatoriale, in società con alcuni

amici appassionati della stessa materia. Dopo estenuanti

ricerche trova un piccolo locale in una bella zona residenziale di roma e

lo attrezza con tutto quello che può servire in

una cucina professionale.

La sede è piuttosto piccola ma Stefano volge questa caratteristica a suo favore,

perché la sua “bomboniera” gli permette di ricevere

pochi alunni per corso e questo gli consente di seguire passo dopo passo

i suoi studenti che in quella

cucina iniziano a sentirsi a casa. Le sue lezioni per “pochi

intimi” che insegnano i trucchi del mestiere, fanno divertire

ed appassionare, diventano sempre più apprezzate e chi ha

partecipato inizia a spargere la voce.

La passione di Stefano e dei suoi collaboratori, i suoi corsi

istruttivi ma allo stesso tempo allegri, l’atmosfera rilassata

quasi casalinga, contagiano presto tutti gli allievi tanto che,

dopo meno di un anno, i corsi iniziano ad essere troppo

affollati per una “sede bomboniera”. La decisione di cercare

un’altra location più capiente diventa inevitabile. Così nasce

la Scuola di Via Sciré, ormai la più utilizzata perché la

capienza della sede di Via Pisa, non consente di ospitare la

maggior parte dei corsi che ormai contano numerosi iscritti.

Dopo circa un anno e mezzo dall’apertura della prima

scuola, dalle due sedi sono passate centinaia di appassionati

di cucina che grazie a Stefano ed ai suoi collaboratori

hanno imparato tante ricette e segreti dell’arte culinaria,

divertendosi e stringendo amicizie e collaborazioni.

Qualcuno di loro alla prima lezione non sapeva neanche

accendere il forno mentre ora cucina come uno chef provetto e questo

riempie d’orgoglio il nostro chef Stefano perché,

se l’allievo supera il maestro, la realtà ha superato di gran

lunga l’immaginazione.

Ma la fantasia di Stefano non si ferma mai e passa dai

suoi piatti ai suoi progetti professionali, che sono tanti e

sempre in continuo movimento perché per un amante del

surf come lui, nessuna onda è mai abbastanza alta.